Gazzetta Run Mantova 6 giugno 2009

Partenza

Sabato scorso 06.06.2009 alle 20.00 ho partecipato alla terza tappa della Gazzetta Run competitiva di 10 km una specie di Giro d’Italia per runners che si svolge non in 15 giorni ma in circa sei mesi, toccando svariate località italiane. Per la terza volta Mantova è stata scelta come località di gara per cui ho corso sui terreni di casa. Il numero dei partecipanti è stato notevole e i partenti erano 4124 (fonte Gazzetta dello Sport). Ho fatto le cose per bene e mi sono iscritto online sul sito di Active per cui alla partenza non ho fatto altro che ritirare il pettorale (Nr.83) ed il chip ad esso collegato. Con me un manipolo di colleghi diretti ed indiretti. Enrico, “l’uomo delle scarpe” aziendale, il suo amico Marco, il marito della mia collega Paola veterano di maratone ed ultimo a sorpresa Ludovico detto “l’indrissareparti” che sperava di rientrare nella gara competitiva con un certificato medico un po’ “sopra le righe” che è stato miseramente bocciato dalla direzione della gara.

Ero in “ansia pregara” fin dal mattino, con una sveglia anticipata alle 0530 anche se avrei potuto dormire tranquillamente fino alle otto e mezza. Ho fatto tutto quello che consigliano prima di una competizione, allenamento leggero due giorni prima della gara, un giorno di riposo il venerdì e sabato al via.
Niente da fare, ero desideroso di vivere il precorsa il maniera spesierata e tranquilla ma non posso dire di esserci riuscito, erano troppe le cose che volevo vivere e scoprire. Un’oretta prima della partenza c’erano telecamere e fotografi un po’ dappertutto perchè la corsa verrà trasmessa su Skysport e lo starter d’eccezione alla partenza è stato il “signore degli anelli” Juri Chechi che sono riuscito a vedere “live”. Finalmente ho “materializzato” anche le mie conoscenze virtuali della Società alla quale sono iscritto, Angela e il marito, e l’uomo che seppur virtualmente mi ha fatto arrivare alla loro società, definibile con un solo aggettivo “l’eclettico” Franco Lanfredi, (http://www.lanfreemarathon.com/) uno dei blogger più seguiti del settore e per il quale nutro profonda stima ed ammirazione per i risultati che riesce ad ottenere.  A dieci minuti dalla partenza abbiamo iniziato ad incanalarci nel corridoio gremitissimo. Di fianco avevo Alberto, veterano di maratone, mezze maratone e montefortiane che con l’accento tipico delle sue terre mi ha sussurrato:”Socmel! Luigi, come sei agitato, calmo, calmo…” Effettivamente qualche minuto prima della partenza avevo l’adrenalina a mille e non riuscivo a contenere l’emozione della partenza. Ero a non più di 15 metri dalla linea di partenza con gente che corre i diecimila in trenta minuti….. Gli ultimi due minuti sono stati interminabili, la banda ha suonato l’Inno di Mameli e subito dopo alle 20.00 precise è stato dato il via. Una veloce controllata al cerotto al naso, al GPS Garmin da far partire esattamente alla linea di partenza e via! Da quel momento dimentichi tutto, da quell’istante è solo concentrazione pura. I primi trenta secondi cerchi di trovarti un corridoio laterale per fare l’andatura e poi non pensi a nient’altro. E’ comunque difficile descrivere cosa provi in questa prima fase della gara. Avevo intenzionalmente lasciato a casa iPod e cuffie, volevo sentire tutto e credo che la musica avrebbe rovinato tutto. I primi chilometri sono fantastici, hai attorno a te una nuvola di persone che a perdita d’occhio silenziosamente corre spedita verso lo stesso traguardo, un ritmo meraviglioso di passi, di sbuffi, di respiri corti, un silenzio spettrale rotto soltanto dai beep dei gps come quello che ho al polso io che raccolgono dati in continuazione. Simone, a suo tempo mi disse:”Vedrai che in gara è diverso, tutto è diverso dal migliore degli allenamenti…” E’ vero! E’ verissimo Simone…. Prima della partenza mi ero prefissato l’obiettivo dei 45 minuti. Significa tenere 4.30 min/km per tutta la gara, se vai sotto poi devi recuperare. Il primo km non volevo guardare il Garmin, ero concentrato e non volevo farmi suggestionare, ma sentivo che le gambe giravano bene. Alberto era sempre di fianco a me, mi ero dimenticato di dirgli che in gara sputo come un lama, e credo che qualche volta devo averlo centrato in pieno. All’ingresso di Porto Catena iniziava il secondo chilometro e alla leggera salita che porta al ponte di San Giorgio, in pratica i miei percorsi di allenamento. Qui il primo ostacolo, un vento fortissimo che ci ha accompagnato per tutto il ponte per fortuna lateralmente, ma nell’ultimo tratto era proprio contro, terribile… per fortuna è durato solo qualche minuto, ma mi ha rotto la splendida andatura della partenza. Ho dato un occhio veloce al Garmin, 4.40/Km. Cerco di riprendere l’andatura respiro e fondo e stringo i denti. Al passaggio dell’intertempo vedremo il da farsi. Di fianco ho sempre Alberto, perfetto e tranquillo, un aiuto psicologico incredibile… mi volto un attimo per vedere a che punto sono gli altri e sorpreso, vedo una decina di metri dietro Ludovico, più giovane di me di qualche anno ma con pochissimo allenamento alle spalle, gli sguardi si incrociano, mi sembra tranquillo e tiene l’andatura. All’intertempo (5 km) un occhio veloce al Garmin, 23.15 min (scoprirò poi all’arrivo che in realtime erano 23 minuti secchi) non male, il vento mi aveva tolto 30 secondi sulla mia ipotetica tabella. La fatica iniziava a farsi sentire seriamente, al ristoro ho ingurgitato un po’ di sali ed ho cercato di tirare un po’. Alberto mi ha incitato, eravamo ormai quasi all’ottavo km e bisognava riaffrontare il ponte di San Giorgio. Mi sono voltato un attimo indietro, Ludovico era sparito, non lo vedevo più, non so quando ma aveva rallentato parecchio, era inevitabile, nel running non si improvvisa niente. Alberto continuava ad accellerare progressivamente, anche lungo il ponte, dove il vento aveva ricominciato a dare molto fastidio. L’ultimo km l’ho corso praticamente in trance, scoprendo poi dal Garmin delle frequenze cardiache  inimmaginabili. Ho chiuso in 47.04 ad una media di 4.48 al km., ho corso in qualche momento a 4.15/min. sono contento. All’arrivo Alberto mi ha anticipato di circa 20 secondi e sorrideva, ci siamo scambiati i complimenti. Ho cercato di recuperare fiato, perchè alla fine è stata dura e la frequenza cardiaca è arrivata a 182 bpm. Ho ritrovato Franco Lanfredi anche lui fermo pochi metri dopo il traguardo, aveva chiuso in 42.14, tanto per cambiare… complimenti Franco, non dimenticherò le tue parole:”Non mollare Luigi, continua così!” Non mollerò Franco, te lo assicuro e grazie per avermi citato nel post relativo alla gara sul tuo blog. Volevo ricordarti che l’elicottero non ce l’ho, ma un ultraleggero a disposizione si,  per la merda non ci sono problemi, ce n’è in abbondanza, quando vuoi fare un passaggio d’Annnunziano tipo beffa di Buccari sopra il Sociale fammi sapere, sarò a tua disposizione.  Oggi è lunedì e ricomincio con gli allenamenti dopo il meritato riposo. Sono ritornato al mio peso “gara”, 78 kg per 1.84 cm di altezza. Nel gennaio 2008 ero 89 kg. Chiudo riportando alcune frasi tratte dal testo stampato sulla maglia della maglia Reebok con il manifesto di Gazzetta Run che ci hanno dato in regalo alla fine della competizione, inciso ovviamente sulla suola di una scarpa e recita i significati della parola-chiave correre:
“Correre. Per qualcuno vuol dire fatica, allenamento intenso, risultato.
Per qualcuno vuol dire ossigeno, energia, sfogo. Per qualcuno vuol dire musica, aria, sole.
Per qualcuno vuol dire andare oltre. Per qualcuno vuol dire tornare.
Per noi vuol dire tutto questo, e qualcosa in più.
Per noi correre vuol dire vedere le cose da un’altra prospettiva.
Gazzetta Run Minciomarcia 2009 06-06-2009, Passo - Tempo

One Comment

  1. Il correre è un’arte! L’arte del correre è saper trasmettere in primis a se stessi le emozioni del gesto e trovare lo spirito giusto per trasmetterle agli altri.
    Lasciati trasportare dalla corrente…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *